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Il 3 giugno 2026 la Commissione europea ha adottato il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, lo strumento di coordinamento delle politiche economiche e sociali degli Stati membri dell’Unione. In un contesto segnato da crescenti tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi energetici e pressioni sul costo della vita, il pacchetto definisce orientamenti mirati per rafforzare la competitività dell’UE, l’autonomia strategica e la coesione economica, sociale e territoriale, nel rispetto della sostenibilità delle finanze pubbliche.

Le priorità per gli Stati membri

In linea con la Bussola per la competitività dell’Unione, il pacchetto orienta l’azione degli Stati membri su un ampio spettro di priorità: dal potenziamento del Mercato unico e della ricerca e sviluppo alla semplificazione normativa e alla riduzione degli oneri amministrativi; dall’accelerazione della transizione energetica pulita allo sviluppo di servizi pubblici digitali; dalla promozione dell’occupazione di qualità e del capitale umano al contrasto alla povertà e al miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria, fino al rafforzamento della coesione territoriale e all’accessibilità economica degli alloggi.

A supporto di queste priorità, strumenti come il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, la politica di coesione e gli altri fondi UE continuano a svolgere un ruolo centrale nel sostenere le riforme e gli investimenti strategici degli Stati membri.

Il fronte fiscale

Sul fronte della sorveglianza fiscale, la Commissione raccomanda la chiusura della procedura per disavanzo eccessivo per Malta, mentre valuta l’apertura di una nuova procedura per la Bulgaria. Per gli altri Stati membri attualmente sotto procedura le misure correttive adottate sono giudicate sufficienti. Gli Stati membri con piano di aggiustamento settennale — tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna — hanno rispettato in modo soddisfacente i propri impegni di riforma e investimento. Una novità rilevante riguarda inoltre la possibilità di accedere a flessibilità fiscale aggiuntiva per gli investimenti nella riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, entro un tetto annuo dello 0,3% del PIL per il triennio 2026–2028.

Squilibri macroeconomici e occupazione

La valutazione degli squilibri macroeconomici conferma che Grecia, Paesi Bassi e Svezia non presentano più vulnerabilità significative, mentre Italia, Ungheria e Slovacchia restano in una situazione di squilibrio e la Romania registra squilibri eccessivi persistenti.

Lavoro, competenze e inclusione

Sul fronte occupazionale e sociale, la Commissione propone linee guida aggiornate che pongono al centro la qualità del lavoro in linea con la Quality Jobs Roadmap, l’investimento in competenze e istruzione e la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, in linea con la Strategia europea contro la povertà e il Piano europeo per l’abitazione accessibile.

L’analisi per Paese è condotta attraverso il Quadro di convergenza sociale, con approfondimenti per Bulgaria, Grecia, Spagna, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Finlandia, contenuti nel Rapporto comune sull’occupazione 2026.

 

Fonte : Commissione europea

 

 

 

 

 

 

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