La Commissione europea ha adottato una comunicazione sul pilastro europeo dei diritti sociali: un bilancio dei progressi compiuti e un’indicazione delle direzioni di lavoro dei prossimi anni. Tre gli ambiti segnalati come urgenti: il costo della vita, il ruolo dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro e le disuguaglianze.
A quasi dieci anni dalla sua proclamazione, il pilastro europeo dei diritti sociali viene confermato dalla Commissione europea come lo strumento di riferimento delle politiche sociali dell’Unione: uno scudo a protezione dei cittadini e una bussola per orientare le scelte in una fase di trasformazioni rapide e profonde. È il senso della comunicazione adottata in questi giorni, che accanto alla valutazione dei risultati raggiunti indica le priorità su cui concentrare l’azione futura e il modo in cui anticipare i cambiamenti strutturali in corso, perché il modello sociale europeo continui a coniugare equità e prosperità.
I tre ambiti che richiedono attenzione urgente
Il documento individua tre settori nuovi e in rapida evoluzione, che si affiancano al lavoro già avviato dalla Commissione su occupazione, competenze, mobilità e contrasto alla povertà.
Il primo riguarda l’accessibilità economica e il costo della vita. Molte famiglie continuano a sostenere spese elevate per l’abitazione, l’energia, i servizi e i beni essenziali: la Commissione conferma il sostegno alle misure che riducono il rischio di povertà e rafforzano l’accesso ai servizi essenziali, e ricorda come i salari minimi siano cresciuti in modo significativo dopo l’adozione della direttiva europea in materia. Su questo fronte prende avvio anche una prima fase di consultazione delle parti sociali europee su una possibile azione dell’Unione a sostegno dell’attivazione di chi incontra ostacoli rilevanti nell’accesso al lavoro: un potenziale di talenti oggi inutilizzato, la cui inclusione riguarda tanto la competitività quanto la lotta all’esclusione sociale.
Il secondo ambito è il ruolo dell’intelligenza artificiale per il futuro del lavoro e per una prosperità condivisa. La diffusione dell’IA apre opportunità di innovazione, produttività, apprendimento e crescita, ma solleva interrogativi altrettanto rilevanti su occupazione, istruzione, competenze, inclusione e servizi pubblici. Per accompagnare questa transizione la Commissione istituirà un gruppo ad alto livello dedicato allo studio dell’impatto dell’IA sul mercato del lavoro.
Il terzo riguarda la riduzione delle disuguaglianze e l’aumento dell’equità e delle pari opportunità. Nonostante i progressi degli ultimi anni, i divari continuano ad attraversare tutti gli ambiti della vita, con effetti sulla coesione sociale e territoriale, sulla capacità di innovazione e sull’equilibrio demografico dell’Unione. Fra le azioni annunciate figurano il sostegno alle PMI nell’attuazione della direttiva sulla trasparenza retributiva, la futura iniziativa sul “diritto di rimanere” e la strategia dell’UE per la gioventù dopo il 2027. Nel corso dell’anno è inoltre atteso un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, accompagnato da una riflessione su nuovi indicatori per misurarne la qualità in tutta l’Unione.
Il pilastro in breve
Adottato nel 2017, il pilastro europeo dei diritti sociali fissa venti principi in materia di condizioni di lavoro eque, protezione sociale e pari opportunità. Da allora ha ispirato numerose politiche dell’Unione, dalla garanzia europea per l’infanzia alla direttiva sul salario minimo. Al vertice sociale di Porto del 2021 leader, istituzioni e parti sociali hanno riportato la dimensione sociale al centro dell’agenda europea, fissando tre obiettivi sociali dell’UE al 2030 su occupazione, formazione e riduzione della povertà.
Fonte: comunicato stampa della Commissione europea IP/26/1664
